Cos’è il dolore?
Non mi interessa il significato della Treccani.
Cos’è il dolore per te?
Per ognuno di noi ha un significato diverso.
Per me è una melodia.. quella con cui ho scelto di percorrere la navata il giorno del mio matrimonio: C’era una volta il West di Ennio Morricone.
Eh si.. perché è proprio in quel dolore che io ritrovo mia madre e il suo sorriso.
Fuggiamo continuamente dal dolore perché fa male e perché non ne comprendiamo il significato profondo. Ci fa paura, ci fa sentire piccoli, fragili, deboli e così ci nascondiamo dietro a meravigliose maschere variopinte e mostriamo ciò che gli altri si aspettano da noi. Io ne ho indossate tantissime, una più bella dell’altra. Mi ripetevo che erano solo maschere e che avrei potuto toglierle: bastava volerlo. Il problema è che non è sempre così: dipende per quanto tempo le tieni addosso. Quando diventano parte di te non solo è difficile toglierle ma è estremamente complicato riconoscere la persona che ci sta dietro.
Il dolore per un lutto è difficile da elaborare. Quando non si possiedono gli strumenti per comprendere, la rabbia diventa la tua migliore amica, un’alleata preziosa. La rabbia è stata per lungo tempo la benzina che permetteva alla mia macchina di partire ogni volta e di andare sempre più veloce. Non prestavo attenzione al suono del motore che andava costantemente fuori giri.. mi ripetevo sempre: sono la mia mente.. se vuoi puoi. Ma non è sempre così.
Quando mi sono fermata e ho lasciato che la rabbia rompesse gli argini ho trovato la mia pace. Attraversare il dolore e farsi plasmare mi ha fatta uscire dalla tempesta. Per me fermarsi ha rappresentato il punto di svolta. Prendere carta e penna e scrivere su quei fogli tutto il mio tormento ha rappresentato la vera cura. Bruciarli ogni volta è stata la mia liberazione.
È con quel foglio e quella penna che è iniziato il mio percorso di crescita personale.
Oggi quando voglio stare un po’ con mia madre.. lascio che il dolore si avvicini.. solo un po’.. faccio partire la mia playlist e sulle note di quel capolavoro che è C’era una volta il West mi sento perché ti sento.
Esercizio
Trova un momento della tua giornata in cui sei sola e inizia a scrivere. Fallo con tutta la rabbia e la ferocia che senti salirti la gola. Non temere se ciò che scrivi è rivoltante. Nessuno lo leggerà, nemmeno tu. Accanisciti su quel foglio di carta e quando avrai finito distruggilo. Il modo in cui amo farlo io è col fuoco. Mi piace osservare la carta che arde, la cenere che cade ma funziona comunque se lo riduci in mille piccoli pezzettini. Se la rabbia sembra non aver fine fallo tutti i giorni. Il corpo ti farà sapere quando ne avrà abbastanza. Basta solo prestare l’orecchio perché ricorda: la nostra mente.. mente ma il nostro corpo no..MAI.
La vera svolta arriva quando nell’accogliere il dolore e nell’ascolto inizi a chiederti: qual è l’insegnamento che mi ha portato il dolore? Se vuoi capire qual è il passo successivo clicca il pulsante sotto, lo scopriremo insieme.

